I polmoni danneggiati per via del fumo

I polmoni sono due organi perfettamente simmetriici e sono simili ad una spugna, sotto le costole.
Trasferiscono l’ossigeno al sangue e lo depurano dall’anidride carbonica che viene prodotta dall’organismo per produrre energia.

Il tumore al polmone causaato da chi fuma, compromette questa funzione perchè alcune cellule cominciano a crescere a dismisura provocando una massa che blocca il corretto flusso d’aria e provoca emorragie e polmonari o dei bronchi. I tumori al polmone comunque sono tanti e ogni tessuto ne ha uno diverso.

Il polmone danneggiato dal fumo e il conseguente tumore rappresenta una buona fetta di morti per via di malattie legate al tabagismo. Questa piaga rappresenta una fetta del 20 % di tutti i tumori maligni di cui i malati soffrono.

In Italia per esempio ci sono almeno più di 200 mila casi di tumore ogni anno causate dal fumo.

Chi è a rischio di avere danni al polmone per colpa del fumo?
Molto semplice, chi fuma!
Infatti c’è un rapporto dose-effetto e questo vale anche per chi subisce fumo passivo. Le analisi dicono quindi che più un fumatore e un fumatore passivo ha abusato del fumo durante la vita, e più è probabile che sviluppi un tumore al polmone.

Esistono dei tipi di sostanze chimiche cancerogene che sono inserite nelle sigarette, come per esempio il catrame.

Come viene curato il tumore al polmone?
“La chirurgia è la terapia che risolve di più ed è disponibile quando la malattia sia ancora dentro il polmone e non vi siano metastasi in orani che sono vicini. L’intervento consiste nel togliere delle porzioni di polmone contenente la malattia e delle ghiandole linfatiche circostanti.

Nei casi non operabili, esiste un’altra forma di terapia che può dare risultati buoni ma con forti effetti collaterali: la radioterapia. Consiste nel inondare la massa tumorale con un fascio di energia da fuori, causando l’arresto della crescita o la morte delle cellule tumorali (ma anche quelle buone!). La radioterapia però è meno localizzata dell’intervento chirurgico, in quanto può danneggiare anche gli organi vicini, e quindi deve essere scelta con qualche limitazione nelle dosi.

La chemioterapia è utilizzata per i casi con malattia avanzata, ad esempio perché è invaso un organo vicino, oppure in presenza di metastasi a distanza. Essa agisce in tutto l’organismo, e colpisce anche le cellule che sono sfuggite dalla sede originaria, ma da sola è insufficiente a sconfiggere la malattia nella maggior parte dei pazienti. Al giorno d’oggi si è osservato che la chemioterapia può essere d’aiuto anche in certi pazienti per ridurre il volume di un tumore molto grosso e renderlo operabile”.

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